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| RICCARDO SCARIAN, placche, boulder e fantasia... |
RICCARDO SCARIAN,
placche, boulder e fantasia...
Se nell'arrampicata ci fosse il titolo italiano
e mondiale della combinata penso che dal 1990
ad oggi Riccardo Scarian avrebbe vinto molti allori.
Falesia, bouldering, vie lunghe a spit e non,
gare di difficoltà e di boulder… sempre ai vertici
italiani, qualche volta anche mondiali. Fatto
non trascurabile, anche "notaio" di certe salite
di Manolo giudicate impossibili e molto più semplicemente
da studiare e salire, senza dubbi ma con grande
tecnica. Che a Scarian certo non manca, su tutti
i terreni. Quello che manca è sicuramente la voglia
di farsi notare, a differenza di molti altri,
così siamo andati a scovarlo certi che nella storia
arrampicatoria italiana degli anni '90 un posto
di rilievo (giudicate voi) lo merita abbondantemente.
Dall'intervista non traspare ciò che mi ha più
maggiormente colpito, il tono dimesso di chi pensa
che quello che ha fatto non è poi così importante
o difficile.
Vedo che ormai fai solo gare di boulder.
Non solo, ma sicuramente nelle gare mi gratifica di più perchè è più istintivo, c'è più fantasia. Le gare di difficoltà ormai privilegiano solo l'aspetto fisico, con la ricognizione soprattutto l'improvvisazione viene bandita. Nel boulder invece ritrovi tutti gli stili, devi essere capace su tutto.
E in falesia ?
Lì è un pò diverso, in molte falesie conta ancora il saper arrampicare.
So che hai ripetuto "The Dream", in Val Noana. Com'è? Qualcuno dice che è un posto un pò ombroso.
Ma no, anzi, se vai col sole… La via è bella, lo strapiombo è naturale e la placca sopra è fantastica, ci sono un paio di buchi scavati nel muro liscio che li raccorda. Credo sia 8c, la stanno provando anche miei amici.
Arrampichi molto in gruppo?
Sì, con amici di qui che anche non fanno gare, o anche con Brenna (uno che sa scalare, ci tiene a dire. Ndr) e altri delle Fiamme Gialle.
So che hai fatto anche vie lunghe.
Sì, il "Pesce", "Nureyev", "New Age" con Manolo al Ratikon, ma siamo dovuti scendere per un vento terribile e freddo, mentre stava provando il tetto di 8a. Poi altre cose, non so se interessano…
Tipo?
In Dolomiti le classiche non dico che le ho fatte tutte ma moltissime sì. Qui sulle Pale praticamente tutte fra cui la "Via dei Finanzieri" al Cimon della Pala, che è 7a ma su chiodi a pressione (sorride). La "Via dei Francesi" al Civetta con Massimo da Pozzo, la "Morgana" di Hans Kammerlander sul Sella, "Tempi Modernissimi" sulla Marmolada…
Le vie lunghe mi affascinano tantissimo, quando smetterò con le gare sicuramente torno a farle. C'è anche il progetto "Silbergeier" con Manolo, e la via di Larcher e Vigiani alla Marmolada.
Come hai trovato il "Pesce"?
Bellissimo, l'ho fatto circa un mese dopo la prima salita a vista di De Candido, che è un mio carissimo amico, credo nel 1991. Mi trovai bene con i tricam, beh, quanto tenessero non lo so, non sono caduto (sorride), comunque era la prima volta che li usavo e sono andato sicuro. Sempre a vista, ma su quelle cose avevo fatto già del 7c+. È un'arrampicata delicata, molto di piedi, ma non sempre di continuità, per cui puoi anche rilassarti.
Hai anche arrampicato alla Tognazza...
Bellissima, secondo me bisognerebbe assolutamente farla conoscere. La definisco un'arrampicata artistica, è incredibile. È di sensazione, di piedi, di movimenti… su "Border line" per esempio c'è questo spigolo di 40 metri dove veramente non c'è niente, deve scattare la molla, andare oltre il limite che pensi. Solo a Meschia finora ho trovato sprazzi di quella arrampicata lì, una scalata dove hai bisogno di molta improvvisazione…
Ma queste arrampicate come si conciliano con le tue gare?
Fisicamente poco, ma per il boulder vanno benissimo, c'è molta sintonia.
E come si troverebbero alla Tognazza chi fa solo gare?
Molti male, malissimo, altri meno. Tanti avrebbero difficoltà. In generale si è andati troppo dall'altra parte, sull'allenare la parte fisica, e tiri del genere mettono in difficoltà. Io sono nato con una forza un pò così, è anche un fatto genetico, sono naturalmente svantaggiato sui tiri dove conta solo la forza.
E nelle gare di Boulder c'è tutto?
Sì, mediamente sei problemi, due di forza, due di tecnica, due vari. Soprattutto in Francia c'è più spazio alla tecnica.
Com'è il movimento in Francia?
Sono dieci anni avanti in tutto. L'arrampicata è un fatto ormai culturale, anche fra i bambini.
E nelle tue zone?
Abbiamo cominciato ad insegnare qualcosa ai bambini delle elementari e cerco di dare un aiuto a miei amici, prima sulle strutture artificiali e successivamente in falesia.
Una falesia come il Totoga insegna?
Non all'inizio, dopo sì, tantissimo. Secondo me è stupenda, se uno non guarda solo la prestazione con davanti il numerino.
Tu lì hai fatto quasi tutto, no? Come mai "Il mattino dei maghi" non ancora?
Ah, provarlo dal basso, con quei tre chiodi a pressione, per me è morte certa… no, scrivi roulette russa, mi dò una chance (sorride). Non puoi neanche proteggerti con friends o tricam. Comunque è fra I progetti, con prima una ricognizione dall'alto, probabilmente.
Per quanto ancora farai gare?
Eh, dipende dai risultati… in difficoltà sarei da ricambio, nei boulder vado ancora bene.
Fai gare dal '90, hai mai visto, come mi ha detto Di Bari, prove di doping?
No, ma non metterei la mano sul fuoco, neanche in Italia. I test li fanno e hanno beccato solo Sharma per il Cannabis, e quell'atleta polacca per Efedrina… Supposizioni ce ne sono tante, io penso che ci sia… forse nel boulder non tanto, perchè è più simile all'arrampicata su roccia e conta molto anche altro, ma nelle gare di difficoltà mi sa che aiuta, e molto. Anzi, ripensandoci, anche nel Boulder mi sa che aiuta, pensando ad altri sport dove la forza è importante e hanno scoperto la gente…
Che mi dici di Calibani?
Che è proprio un bravo cristo, quello che ha vinto è tutto strameritato! È uno che trascina, se uno che è sconosciuto va a Meschia, un posto bellissimo e non solo per arrampicare, lui lo prende subito e lo porta in giro con entusiasmo.
Che mi dici della tua altezza? Dove è un vantaggio e dove no?
Sono alto 183 cm, sembra di più perchè sono magro. Qualche volta mi dà fastidio quando sottolineano la mia altezza come un vantaggio. Sui muri verticali probabilmente sì, ma sugli strapiombi secondo me molto meno, se non addirittura uno svantaggio visto che spesso ti devi rannicchiare. D'altronde lo vedi nelle gare di difficoltà, la media dei migliori è fra 173 e 178 cm.
Ma anche nei boulder, ci sono dei 6c in cui io non mi alzo perchè non riesco a mettermi nella posizione giusta. Voglio dire, il boulder è l'essenza dell'arrampicata, dice molto su tutto e quindi anche su queste cose, puoi morfologicamente trovarti in difficoltà su movimenti anche molto più facili di quelli che sai fare usualmente.
Anni fa hai ripetuto anche "O ce l'hai o ne hai bisogno", un altro pezzo forte della tecnica di Manolo.
Sì, l'abbiamo ripetuta ancora sia io che Manolo proprio domenica scorsa, anzi, è stata praticamente di nuovo una prima salita per entrambi perchè i primi due spit hanno cambiato posto e quindi l'entrata è tutta diversa.
È 8b?
Sì, direi di sì. In effetti discutevamo anche di questa cosa dei gradi, con Manolo. Si privilegia molto l'aspetto fisico ma forse bisognerebbe tenere conto anche di altre cose… un tiro così non esige solo forza, su questi muri verticali in molti potrebbero fermarsi.
Non hai provato "L'arte di salire in alto", il tiro in placca di Larcher del 1990, dato 8c, e tutt'ora irripetuto?
Tre volte, ma sempre con condizioni brutte. Infatti vogliamo metterci le mani con Manolo per capire un pò questa cosa dei gradi su questi tiri.
E "appigli ridicoli " al Baule, l'altra grande placca di Manolo?
L'ho provata giusto domenica ed è più dura di "O ce l'hai…", ma non credo che avrei molti problemi. Ho intenzione di salirla, comunque.
Cosa farai dopo le gare?
Sicuramente continuerò ad arrampicare perchè mi piace troppo, magari vedo se riesco a rimanere nella Guardia di Finanza entrando qua nel Soccorso, devo anche riiscrivermi al corso di guida alpina, avevo passato le selezioni ed iniziato il corso ma poi sono scaduti I termini. E infine sono maestro di sci.
Che differenza c'è, esteticamente, fra lo sci e l'arrampicata ?
L'arrampicata è un altra cosa, più naturale, più gratificante. Nello sci hai pur sempre questi cosi ai piedi e dipendi da loro, sei costretto…
Nell'arrampicata sei tu e la natura!
Intervista di Fabio Palma, novembre 2001
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