CERCA | GO-MOUNTAIN SITE | QUELLI DI GO-MOUNTAIN | CONTATTO
ATTIVITA'
alpinismo - vie
falesie - boulder
ghiaccio
scialpinismo
MOUNTAIN INFO
meteo
annunci
on the net
ANNUARIO
roccia
ghiaccio
varie
world
ZONE
alpi occidentali
alpi centrali
alpi orientali
appennino e isole
europa
CLIMBING PLANET
storie
interviste
click
pillole di storia
back
HOME | CLIMBING PLANET | INTERVISTE | YANN GHESQUIERS il francese discreto
YANN GHESQUIERS il francese discreto

Me ne parlò Dal Prà, per "sentito dire" da Francois Legrand: Yann Ghesquiers era addirittura il miglior arrampicatore francese, e da anni. Dura crederlo, tanto più che di lui non si trovava veramente nulla. In realtà qualche breve riga c'era sui pochi numeri della rivista francese 'Grimpeur' e si leggeva che gli 8c e gli 8c+ li faceva, ma certo non era l'unico a farli. In Francia, poi! Poi ad Ottobre 2001 Maurizio Oviglia comunica della sua salita su 'Hotel Supramonte', in 6 ore e mezza, tutti i tiri a vista tranne un 8a e un 8b fatti al primo tentativo. Quindi anche con il terzo tiro di 8a+/8b a vista, e nel complesso con ore, a volte giorni, di vantaggio sulle salite di gente come Larcher, Vigiani, Glowacz, B. Kammerlander, Dal Prà, Scassa. E solo Dal Prà e Kammerlander avevano fatto tutta la salita in libera, ma in tempi ben superiori. Sempre nella sua vacanza sarda Oviglia comunica la libera di un 8b+ strapiombante e lungo, di un super progetto in cantiere, di 7c saliti camminando... Che Legrand avesse detto a Dal Prà qualcosa di vero? Poi non sono molti quelli che arrampicano ad alto livello su tutti i terreni... Facilmente rintracciato, Yann parla con naturalezza di superprestazioni ai vertici mondiali.

Gli arrampicatori francesi sono sempre stati molto prodighi nel diffondere le loro performances. Come mai di te si sa così poco?
Io non sono un vero professionista, sono molto più interessato ad arrampicare che a farmi conoscere. Visto che mi hai cercato farò lo sforzo di risponderti alle domande così anche gli sponsor saranno contenti! La cosa più importante è sentirsi liberi, non dover scalare in qualche posto perché te lo chiedono gli sponsor o per diventare famosi. Uno dei miei monotiri più duri l'ho realizzato in una falesia sconosciuta, lo sanno solo gli amici stretti, ma la linea era bellissima e questo è ciò che contava.

E di quell'8b a vista del '92, uno dei primi?

"Monster for ever", a El Chorro... era data 8b+, ma per me era 8b. Fu durante tre settimane di vacanze in Spagna dove arrampicai veramente bene, salii un mucchio di 8a e 8a+ a vista.

E come mai non fai più gare?
Ho smesso proprio quell'anno, dopo un infortunio. All'inizio, da giovane, mi piacque molto farle, era divertente, ma mi stavo rendendo conto che c'era qualcosa che non andava, riuscivo decisamente peggio che su roccia. Probabilmente non ho l'attitudine mentale, anche dal punto di vista dell'allenamento. Non sono serio come i veri campioni!

Leggo di te come capace di salire in tutte le specialità, dal boulder alle pareti del Wenden. Dove ti senti più arrampicatore?

Sicuramente arrampico di più in falesia, ma a me piace salire veramente su qualsiasi terreno. E l'esempio è il Wenden, uno dei calcare più incredibili e meravigliosi, in un ambiente speciale, anche come accesso. Ho salito solo 'Cleopatra' e 'Jednicka', ma che esperienze! I due 7c di 'Jednicka' li ho fatti a vista e sono stati molto più duri della maggior parte dei miei 8a a vista di falesia; la roccia è molto tecnica, difficile da leggere, non ci sono tracce di magnesite, ci sono anche dei bei runout qualche volta... Molti francesi non conoscono quel posto ed è un peccato... e fammi anche fare i complimenti ai primi salitori!

E' vero che vuoi salire le più dure linee europee?

'Hotel Supramonte' è stata la prima salita di un mio progetto, che comprende anche la 'Larcher-Vigiani' alla Marmolada, 'Silbergeier' in Ratikon, una via sul Naranjo de Bulnes... dove ci sono ambienti belli, insomma... In fondo ho iniziato dall'alpinismo, portato da mio padre, tutt'ora salgo anche su ghiaccio qui nel Brianconnais e sono guida alpina.

Ti senti un maestro dell'arrampicata?
Non ho mai pensato di esserlo o di non esserlo, penso che ognuno debba seguire la propria strada e che sia difficile dire chi sia il migliore. In fondo sei giudicato dalle tue realizzazioni, dal tuo carisma, dalla tua creatività... Ci sono arrampicatori fortissimi che si perdono in tanti 8c o 8c+ sempre uguali, magari scavati, la loro mancanza di originalità è evidente. Penso sia importante viaggiare, arrampicare su roccia sempre diversa, e scoprire quanta gente forte ci sia in giro.

Che atmosfera hai trovato in Sardegna?
Era il mio secondo viaggio. Il binomio arrampicata-mare, specie a Cala Gonone, è incredibile; ci sono infinite potenzialità e sicuramente ci tornerò spesso.

Com'è la situazione in Francia? C'è ancora la rivalità del passato fra regioni diverse? E come mai c'è una certa stagnazione nella rincorsa all'alta difficoltà?
No, ora ci sono molte meno rivalità rispetto passato. Molta gente forte fa le gare, ed è ovvio che sulla roccia manchino così i passi in avanti, è proprio anche un discorso culturale diverso rispetto all'inghilterra e alla Germania.

Anche per l'arrampicata sulle big wall come in Yosemite? Come mai lì ci vanno inglesi e tedeschi, anche italiani, ma pochissimi francesi?
Mah, in linea generale non saprei risponderti, personalmente è invece un sogno ma andare lì vuol dire anche lasciare la famiglia per un può e io amo molto la mia famiglia!

Nelle gare si vedono giovani fortissimi ma, onestamente, non sempre di stile ineccepibile. E' una sensazione o i giovani garisti sono davvero a digiuno di tecnica?
E' anche un fatto culturale, loro arrampicano molto su plastica, gli piace farlo! Sono fisicamente fortissimi, sempre più forti e sempre più da giovani, ma se li sposti da un certo stile a stento si muoverebbero su un 6c di placca o di fessura! E per me un vero arrampicatore ha lo stesso livello su qualsiasi terreno. Molti giovani che iniziano ad arrampicare sono attratti dalle competizioni e questo è il motivo per cui passano molto tempo sui muri d'arrampicata di plastica; oltretutto sono sempre più inclinati, quindi diventano sempre più forti fisicamente ma hanno delle grosse deficienze tecniche e una cultura di roccia molto bassa. E' un fatto anche che molti giovani garisti provengono da posti dove mancano addirittura le falesie e loro davvero imparano ad arrampicare sulla plastica! La cosa molto strana che avviene in Francia, dove le falesie certo non mancano, è che questi giovani non si giocano sulle vie dure, ma sono attratti solo dalle gare.

Come definiresti il tuo stile?
Non ho uno stile particolare. Mi piacciono tutte le vie eccetto quelle scavate per essere appositamente 'solo fisiche'. Penso di aver fatto dure salite a vista grazie alla mia concentrazione, che è molto forte, e mi permette di arrampicare al massimo al mio limite, con movimenti dinamici anche disperati! Sono anche abile nel leggere le sequenze chiave e cambiare quindi il ritmo quando è necessario. Quello che vedo nelle gare è che ormai lo stile delle vie è cambiato, mai riposi, sempre la stessa intensità, ed è inevitabile che è difficile avere un proprio stile su questi elementi... anche se vedere Yuji Hirayama è sempre un bel vedere, anche in gara. Sai, non mi piacciono gli arrampicatori macchina!

L'eleganza allora è importante?
Sì, anche se ammetto che mi piace anche vedere una bella lotta su una via. Più di tutto rimane importante la motivazione, per me. Io ammiro chi arrampica per se stesso, su una via, da solo...

Che ne pensi del boulder?
Sta avendo un grande successo e ha due conseguenze molto positive: si scoprono bei posti ed è stata riscoperta una vera dimensione dell'arrampicata.

Che rapporto hai con il 9a?
Sembra un grado ben consolidato ormai, anche se qualcuno non è stato ripetuto. Onestamente non sono attratto da vie scavate su roccia orrenda e, pur non avendo dubbi sul livello fisico richiesto da 'Akira', quando ne vedo le foto certo non mi viene da sognare! Una via naturale sarà sempre per me più importante, una vera sfida, e mi sento molto più rispettoso verso una realizzazione come 'Biographie' che considero un grande passo per la storia dell'arrampicata ('Biographie extension' o 'Realization', il 9a/9a+ liberato da Chris Sharma quest'anno a Ceuse. Ndr); so quanto è difficile perché l'ho provata, è completamente naturale ed è una linea incredibile. Per me salirla rappresenta un sogno ma so che ci vorrà un incredibile sacrificio per vincere una sfida simile. E' come per aprire una via lunga dura e quando hai figli devi fare delle scelte... vedremo!

Intervista di Fabio Palma, dicembre 2001

back

    realizzato da kiarina®©