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HOME | CLIMBING PLANET | INTERVISTE | GIUSEPPE DALLONA "Les Sindacalistes", la via più dura d'Italia?
GIUSEPPE DALLONA "Les Sindacalistes", la via più dura d'Italia?

Pochi arrampicatori italiani possono vantarsi di aver segnato gli anni '90 come Giuseppe Dallona. Già su alti livelli nel 1985, Dallona ha poi costruito il suo curriculum nella straordinaria falesia di Cornalba, rilevando il testimone di Bruno Tassi "Camos". Monotiri con una singola salita, o fino a due ripetizioni al massimo, non sono certo facili da trovare in Italia, soprattutto in tempi in cui 8c e 8c+ vengono stritolati settimanalmente. Eppure rarissime sono le ripetizioni, quando ci sono, dei supertiri di Cornalba e di altre falesie dove la tecnica prevale sui muscoli, tipo al Baule o al Totoga. E contro l'opinione comune che le placche sono "soltanto" aleatorie Dallona può rispondere con l'unico probabile 9a italiano liberato nel 1995, "Les Sindacalistes", la linea, per ora, più dura di Cornalba, un concentrato di bloccaggi durissimi. E intanto anche "Cape fear", impressionante fessura strapiombante di 8a+, attende in val di Mello dal '92 la prima ripetizione. Personaggio anche polemico e scomodo, Dallona ha accettato di rispondere anche a domande un pò scontrose.

La prima domanda che ti farei è: dove sei finito?
Sono un pò fermo da tre anni, soprattutto per impegni di lavoro. Ho ricominciato a fare qualcosa negli ultimi mesi, e da un pò mi è tornata la voglia.

Intanto ho visto una tua lettera un po' polemica su Les Sindacalistes… (vedi Pareti on line, ndr)
Sì, guarda, quel commento mi ha dato un enorme fastidio. Ma come si fa a dire che è morfologica? Io non sono mica alto due metri, e lì a Cornalba c'è "C'era una volta l'America" che ha bloccaggi e allunghi molto simili, semplicemente più facili. È 8c, e Alippi e Brenna l'hanno fatta. Loro sono davvero bravi, potrebbero di sicuro fare "Les Sindacalistes", solo che dovrebbero stare lì per un pò di tempo. Io ci ho messo nove mesi, e non sono mai stato sicuro di farcela. La può considerare morfologica uno che "blocca alle orecchie" ma per farla bisogna "bloccare all'anca"... Credo che queste superficialità nelle valutazioni non contribuiscano di certo allo sviluppo dell' arrampicata di punta in Italia. Infatti, in Italia ci sono vie molto dure che però non sono riconosciute adeguatamente all'estero.

A proposito, che grado?
Se fosse "solo" 8c+ Brenna l' avrebbe già ripetuta...

Ma nello spirito della lettera con chi ce l'avevi? Con i garisti?
Guarda, con questa visione incompetente dell'arrampicata estrema e con l'arroganza di presunti big che invece di ripetere le vie dure preferiscono trovare inutili scuse. L'arroganza di quelli là c'è sempre stata, e ci sono anche molti scheletri nell'armadio (ndr: me ne racconta una incredibile, che mi prega di non scrivere per non fomentare altre polemiche. Riguarda una tappa storica dell'arrampicata lecchese). Come dice, giustamente, Tribout per riuscire a fare un tiro davvero duro bisogna provarlo a lungo. Io nel 93 ero già forte, facevo un 8c in 20 tentativi, nel '95 ero molto più forte e su "Les Sindacalistes" ci sono stato mesi con oltre cento tentativi... bisogna avere l'umiltà di mettersi in gioco. Non possono pensare di ripeterlo in 5/6 tentativi come è successo per molti 8c+ in circolazione... che poi sono anche tutti uguali!

Ma come si fa ad avere la pazienza di stare molti mesi su un monotiro?
A me sono sempre piaciute le cose complesse, molto difficili, di fare tanti tiri non me ne fregava nulla. Difatti avevo un livello a vista non altissimo, tra il 7c e il 7c+, mi mancava l'intuizione dell'arrampicata a vista. Un 8a lo facevo magari in due tentativi, ma quasi mai a vista.

E cosa hai provato quando l'hai salita?
Una liberazione! Fantastico, la mia Valentina aveva appena imparato a dire "papà" e mentre scalavo la sentivo gridare dal prato! E pensa, era sabato e la domenica l'ho rifatta!

Però quella via l'hai modificata?
So anche della polemica con Brenna. Ci sono dieci appigli migliorati, cose naturali un pò migliorate. Quella storia che io abbia rotto un appiglio per non fare passare Brenna sono favole: dopo che Brenna la provò per la prima volta la via subì qualche modifica, era ancora in "cantiere"; ora è esattamente nello stato in cui è stata aperta. Personalmente sarei molto contento se Brenna la ripetesse. Tornando all'appiglio incriminato, l'avevo costruito io, poi quando - durante i tentativi - vidi che potevo salire "naturale", cioè anche senza quella miglioria, l'ho tolto. Semplicemente volevo creare la via di placca più dura del mondo.

Anche se in alto c'è n'è una più dura che ancora è lì... "Vento nei Capelli".
Ah, quella è fantascienza. Sarà 9a/b... Una volta, ed ero ancora in forma, ci ho fatto 5 resting da secondo. Ho in mente di migliorarla un pò...

Eh no, non hai il diritto di toccare quella linea! lasciala alla prossima generazione. guarda che mando Huber a casa tua!
(ride) Vedrò, certo così è durissima, ma la linea è fantastica.

Tu sei partito dalla montagna, vero?
Dagli scarponi, ho arrampicato in montagna fino a circa l'85. Ho fatto le prime gare, su roccia, non sono mai arrivato fra i primi, anche perché Glowacz e Rabotou (vederli dal vivo era veramente scioccante) erano di un altro livello. Non sono più andato su vie lunghe o in montagna, mancanza di tempo direi. Ho liberato "10 piani di morbidezza" (8a a vista, ndr), ma fu un caso.

Su roccia sei diventato il numero uno di Cornalba, cioè della placca. Non ti sei mai cimentato su altre falesie simili?

Ad inizio anni '90 ho ripetuto vari "miti" dell' epoca come "Terminator" in Totoga, "Braves Gens" in Verdon. Nel '92 su "Terminator" ho visto che era incredibile cosa faceva quello là nell'85, io nel '92 ci ho messo 15 giorni a farla! Manolo in quello stile era anni avanti, nell'85 da noi io Ballerini, Roversi facevamo il 7a, 7b, e "Terminator" è anche un 8a+ molto stretto.

Non hai provato "Il Mattino dei Maghi"?

È ancora irripetuta. È un mio pallino, da sempre, e se riprendo bene è un progetto.

Altri che ti impressionarono?
Sicuramente Moffat, agli inizi anni 80 nel Frankenjura andava sul 7c a vista mentre i migliori ci stavano settimane. Poi nell'87/88 in Inghilterra fui impressionato da Mark Leach e John Dunne. Dunne era di un'eleganza straordinaria, fisicamente era un pò sgraziato (in pratica... era grasso!) ma si muoveva in maniera incredibile, e su strapiombi di 8b, 8b+.

Huber a un certo punto, dopo il suo secondo 9a, ha detto: passo il testimone, oltre non posso andare. E si è dedicato ad altro. Tu hai segnato un'epoca sulle fessure in Val di Mello e su placca. Non ci sono altri campi dell'arrampicata che ti attirano?
A parte le vie superdure in falesia mi è sempre piaciuta molto l'arrampicata "clean", cioè vie dure senza protezioni. Peccato che adesso solo all' idea "me la faccio nelle braghe". Inoltre, sono sempre stato attirato dalle vie di falesia con chiodatura iperlunga, certi spaventi che ho preso mi hanno fatto perdere i capelli. Le vie di falesia con chiodature a sei/sette metri io e Dinoia le avevamo già inventate 15 anni fa. Pensa che al Lele prima di partire per certe vie dell'Antimedale gli facevo mettere il paracadute... Invece, per me le vie spittate in montagna sono noiosissime, e fare solo bouldering penso vada bene per arrampicatori falliti. Pertanto non vedo grandi alternative a quello che ho sempre fatto...

Dammi 3 ragioni per allenarsi e arrampicare...
La mia vita è stata davvero divertente solo quando ho scalato con i miei due/tre amici. Questa è stata sicuramente una ragione. Per quanto riguarda l' allenamento, è una grande rottura di palle, nella vita ci sono cose molto più intelligenti da fare che non passare il proprio tempo a stare attaccato al trave. Altre ragioni proprio non le trovo.

Intervista di Fabio Palma, maggio 2001

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