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LYNN HILL La signora
del vuoto
"Never noticed a female monkey not climbing as
well as a male, have you?" ("Avete mai sentito
dire che una scimmia donna non arrampica bene
come una scimmia maschio?")
Don Whillans a chi gli chiedeva se fosse possibile
che un arrampicatore donna potesse essere meglio
di un arrampicatore uomo.
157 centimetri per 45 chili di peso, una bella
faccia allegra, un sorriso ammaliante e un italiano
di buon livello.
Un curriculum impressionante, un'intelligenza
vivida, una tranquillità profonda.
Lynn Hill, che The North Face ha portato a Milano,
esce dallo stereotipo dell'arrampicatore grande
grosso e muscoloso…
Con lei abbiamo scambiato quattro chiacchere mentre
rispondeva alle domande di altri giornalisti.
Allora Lynn, so che il 5 marzo 2002 uscirà finalmente il tuo libro…
Sono ormai 12 anni anni che lo preparo: all'inizio avevo pensato di
scrivere un manuale tecnico sull'arrampicata ma mi sono accorta che
non era in realtà quello che volevo comunicare anche se un libro di
questo genere può essere noioso per alcuni e "utile" per altri… Ho deciso
che sarebbe stato invece un'autobiografia, "professionale" e non, che
legherà tra loro delle parti "tecniche"… Ma come fai a sapere la data?
Semplice: Internet! E so anche il prezzo… Che mi dici invece di Lynn
Hill lettrice? Leggi molto, hai generi preferiti?
Sì, la lettura mi piace e non ho barriere o preconcetti… Ho letto molta
filosofia orientale e spesso leggo biografie storiche di grandi personaggi.
Ora ho appena finito "Il profumo" di Suskind… La filosofia orientale
mi interessa anche per il suo lato "fisico", che grazie ad uno stage
ho potuto riversare sulla Lynn Hill arrampicatrice: è stato interessante
scoprire -e capire- i limiti delle tue capacità fisico-psichiche o,
detto in altro modo, la loro assenza e aumentare l'accettazione della
fatica e del dolore… E, credimi, mi è stata molto utile su "The Nose"…
Limiti… "The Nose" in libera ha segnato un "limite": sono passati
ormai otto anni e nessuno l'ha ancora ripetuta. Hai un'idea del perché?
E hai un nome di un futuro candidato?
Per fare "The Nose" in libera occorrono molte doti, non tutte fisiche:
capacità, naturalmente, ma anche e forse soprattutto determinazione,
una mente aperta al fallimento, la coscienza di mettersi in gioco… Per
questo credo che non sia ancora stata ripetuta… Aggiungerei il fatto
che bisogna essere "forti" psicologicamente, ovvero, mettere in conto
il fallimento, cosa che non tutti sanno fare, neppure quelli che continuano
ad aprire vie nuove in Yosemite… Il nome del candidato? Sì, ce l'ho:
Leo Houlding, bravo tecnicamente ma soprattutto possessore di quelle
doti che dicevo… e senza timore di "sbagliare"…
La velocità della tua salita è dovuta anche alla incredibile tecnica
e forza di Steve Sutton nel risalire coi jumar le corde fisse. Siete
ancora in contatto?
Sì, certo, anche se le cose sono un po' complicate dai miei spostamenti
(USA, Francia, Italia, e adesso torno negli USA, in Colorado) e dal
fatto che si è sposato con una pilota dell'Aeronautica militare e vive
in una base…
Vanity Fair, prestigiosa rivista americana di cultura, propone una
tua bella foto in Yosemite, in una posizione tipica del balletto classico…
(vedi foto cliccabile in alto)
L'hai vista? E dove l'hai trovato Vanity Fair? Sì, la foto è molto bella,
anche se stare immobili su un piccolo spazio come quello -slegata!-
non era molto piacevole, soprattutto quando pensi che pur non essendo
così in alto, una caduta sarebbe stata, come dire, più che dolorosa!
La posizione, sì, viene dal balletto e dalla ginnastica artistica che
facevo all'età di 10 anni…
Torniamo indietro nel tempo allora: quasi tutti gli alpinisti (a
parte quelli presuntuosi e troppo pieni di sé) hanno avuto degli "eroi"
o delle "eroine" cui ispirarsi, modelli ai quali rifarsi… Lynn Hill
non credo sia diversa da loro…
Certo che no! Ho un modello, femminile, che sovrasta tutti gli altri:
Beverly Johnson, l'arrampicatrice americana…
Superstiziosa? Hai dei portafortuna speciali da cui non ti separi
mai?
No, non ho amuleti particolari… Ora ad esempio indosso una collana che
mi ha regalato un amico spagnolo… Superstiziosa? No, non particolarmente
ma quando facevo le gare di arrampicata ho sempre indossato e allacciato
per prima la scarpa sinistra…
In una scena del film su "The Nose", e parlo di quello da te autoprodotto
che presenti in queste serate e non quello "ufficiale" di Jean Afanassieff,
sei su una cengia che mangi qualcosa? Hai una dieta speciale per prepararti
alle salite? E cosa mangi in parete?
Non ho diete speciali: mi piace mangiare di tutto ma questo tutto deve
essere buono e genuino e fresco. Insomma, gli hamburger alla Mc Donald
non mi fanno certo impazzire! In parete, quasi sempre, mangio poco ma
sostanzioso: powerbar, banane e frutta, biscotti con marmellata di frutta.
E poi integratori, ma fatti in casa…
A proposito del film di Afanassief ("La Maitresse du vide", La signora
del vuoto), devo confessare che non mi è piaciuto molto, soprattutto
per il fatto che mancavano le immagine del passaggio chiave (crux) sotto
il Great Roof; per questo, nella mia versione del film, ho cambiato
tutto e aggiunto molte foto e filmati d'archivio, in modo che si potesse
comprendere meglio la "storia" dell'ascensione…
Una delle domande di rito agli alpinisti è: "Cosa farai nel futuro?"
Vado in giro ad arrampicare! E, in anteprima, ti dirò che a novembre
sarò a Cuba…
E io mi permetto di aggiungere che, almeno in Italia, noi del defunto
SuAlto avevamo già dedicato un pezzo di Craig Luebben all'isola caraibica…
Tié!
Intervista di Marco Vegetti, giugno 2001
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