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HOME | CLIMBING PLANET | PILLOLE DI STORIA | IAN STEWART CLOUGH (1937-1970)
Ian Stewart Clough (1937-1970)
Erano felici per il successo sulla parete Sud dell'Annapurna: stavano scendendo dalla montagna, tutto andava bene, erano pronti a rientrare in Gran Bretagna.
La caduta di un seracco sotto il campo II distruggeva la gioia del gruppo guidato da Bonington e strocava la vita di uno dei più bravi, ammirati, popolari alpinisti inglesi, Ian Stewart Clough.
Era nato nello Yorkshire, terra piatta per eccellenza, e come tanti aveva imparato da autodidatta sui piccoli massi di gritsone dietro la casa di Baildon; da quei massi nacque la passione vera per la montagna.
Nella Royal Air Force Mountain Rescue affinò la tecnica, nel Kinloss Mountain Rescue l'esperienza. E sotto l'attenta guida di Hamish MacInness apprese l'arte di salire ghiaccio e neve.
L'abilità naturale, le doti innate, un entusiasmo infinito lo portarono a giorvagare per le rocce d'Inghilterra e le nostre Alpi.
Ma non poteva vivere di questo e scelse di insegnare, almeno fino a quando gli fu offerta la possibilità di partecipare ad una spedizione britannica alle Torri del Paine: era una scelta obbligata e Ian mandò a quel paese la prospettiva di una vita "sicura" per la libertà dell'alpinista professionista.

Con MacInnes fondò la scuola d'alpinismo di Glencoe, in Scozia, aprendo nuovi orizzonti alla propria passione; e si sposò con Niki, un'arrampicatrice di buon talento, che gli diede affetto e sostegno.
Per quanto molto forte, non gli piacque mai la competizione: il suo ideale era quello di essere un "buon uomo di montagna". Lo divenne, e divenne uno dei più popolari e conosciuti alpinisti nel suo Paese e all'estero, amato e rispettato.
E purtroppo rimpianto troppo presto.

Ian Stewart Clough ha al suo attivo molte prime salite nei luoghi più inaccessibili della Scozia, ma sua fu anche la prima invernale al famoso e ripetuto "Point Five Gully" al popolare Ben Nevis (1959).
Già nel 1953 era di casa nelle Alpi ma il '62 fu forse il suo miglior anno: traversata completa delle Aiguilles de Chamonix, la Walker alle Grandes Jorasses e il Pilone Centrale del Frêney con Bonington, Whillans e Dlugosz (prima ascensione).
La passione senza limiti lo portò con Bonington l'anno successivo a compiere la prima ascensione britannica della Nord dell'Eiger.
Due le spedizioni in Patagonia: 1963 (prima alla Torre centrale del Paine) e 1967/68 (Fortaleza). Nel 1964 tentò senza successo lo Gauri Shankar in Himalaya e nel 1970 l'apice della gloria con la Sud dell'Annapurna.
E la fine di una vita, ucciso sul colpo da una valanga quando ormai il pensiero era rivolto a casa.

(Marco Vegetti)
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