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HOME | CLIMBING PLANET | PILLOLE DI STORIA | GORAN KROPP (1966-2002)
Goran Kropp (1966-2002)
Non era certo uno dei personaggi più famosi dell'ambiente alpinistico internazionale, neppure uno dei grandi esploratori di questi ultimi cento anni, così meno conosciuto di ciclisti, velisti, sciatori; eppure Goran è stato uno dei più incredibili "uomini d'avventura" dei decenni passati, un uomo appassionato dalla scoperta che ha saputo unire tante discipline.
Forse perché svedese, abituato alla forza della Natura e a cavarsela da solo, Goran ha compiuto, nel 1996, una delle più incredibili imprese alpinistiche del secolo: la salita dell'Everest, senza ossigeno e senza alcun supporto logistico.
Detto così, non sembra niente, sono tanti quelli che l'hanno fatto. Ma lui è partito dalla sua Svezia in bicicletta, attraversando Europa, Medio Oriente ed Asia, pedalando fino al Campo Base della montagna più alta del mondo.
"Crazy Swede", com'era chiamato dai pochi media americani che hanno parlato di lui, ha sempre viaggiato così, nel pieno rispetto della Natura, spesso deriso per l'assurda "purezza" dei suoi metodi. Nel 1999, con la fidanzata Renata Chmluska si è anche permesso di salire l'Everest una seconda volta, portando a valle 25 bombole d'ossigeno abbandonate da anni al Colle Sud.
L'anno scorso aveva tentato di raggiungere con gli sci il Polo Nord, sempre solo e autosufficiente, ma aveva dovuto desistere dopo esser stato attaccato da un orso bianco; per il 2004 aveva in programma, sempre nel suo limpido stile, di navigare in solitaria dalla Svezia all'Antartide, e ritorno.
Silenzioso ed umile, ha destinato i fondi raccolti da serate e libri ("Ultimate High: My Everest Odyssey" pubblicato da Discovery Books e un film, "I Made It: Goran Kropp's Incredible Journey to the Top of the World", premiato a Banff nel 1998) alle popolazioni bisognose incontrate nei suoi viaggi: una scuola, un ospedale e una piccola centrale elettrica sono stati costruiti in Nepal, grazie anche alle raccolte di fondi e beni fatte in Svezia, dove era considerato un grande, nel rispetto e nella continuità delle tradizione avventuriere di quel popolo.
Goran Kropp è morto il 30 settembre in USA, a seguito di una caduta mentre stava arrampicando nel Vantage (Washington) su una via popolare e non estrema chiamata "Air Guitar", cadendo da circa 25 metri a causa della fuoruscita di una protezione alla fine della via.
Errore o fatalità, non è dato sapere.
Il curriculum di Goran comprende Pic Lenin (7134 m, 1988), Illimani e Cotopaxi (6300 m e 5897 m rispettivamente, 1989), Muztagh Tower (7273 m, 1990), Pic Pobeda (7439 m, 1991), Cho Oyu (8201 m, 1992), K2 (8616 m, 1993, seconda ascensione in solitaria e senza ossigeno), Broad Peak (8047 m, 1994), Everest (8850 m, raggiunto dalla Svezia in bicicletta, salito in solitaria e senza ossigeno, 1996), Shishapangma (8006 m, 1997), Everest (8850 m, seconda volta, con la fidanzata Renata, prima donna svedese in vetta, 1999)

Informazioni su di lui: http://www.kroppaventyr.se

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