Non
era certo uno dei personaggi più famosi
dell'ambiente alpinistico internazionale, neppure
uno dei grandi esploratori di questi ultimi cento
anni, così meno conosciuto di ciclisti,
velisti, sciatori; eppure Goran è stato
uno dei più incredibili "uomini d'avventura"
dei decenni passati, un uomo appassionato dalla
scoperta che ha saputo unire tante discipline.
Forse perché svedese, abituato alla forza
della Natura e a cavarsela da solo, Goran ha compiuto,
nel 1996, una delle più incredibili imprese
alpinistiche del secolo: la salita dell'Everest,
senza ossigeno e senza alcun supporto logistico.
Detto così, non sembra niente, sono tanti
quelli che l'hanno fatto. Ma lui è partito
dalla sua Svezia in bicicletta, attraversando
Europa, Medio Oriente ed Asia, pedalando fino
al Campo Base della montagna più alta del
mondo.
"Crazy Swede", com'era chiamato dai
pochi media americani che hanno parlato di lui,
ha sempre viaggiato così, nel pieno rispetto
della Natura, spesso deriso per l'assurda "purezza"
dei suoi metodi. Nel 1999, con la fidanzata Renata
Chmluska si è anche permesso di salire
l'Everest una seconda volta, portando a valle
25 bombole d'ossigeno abbandonate da anni al Colle
Sud.
L'anno scorso aveva tentato di raggiungere con
gli sci il Polo Nord, sempre solo e autosufficiente,
ma aveva dovuto desistere dopo esser stato attaccato
da un orso bianco; per il 2004 aveva in programma,
sempre nel suo limpido stile, di navigare in solitaria
dalla Svezia all'Antartide, e ritorno.
Silenzioso ed umile, ha destinato i fondi raccolti
da serate e libri ("Ultimate High: My Everest
Odyssey" pubblicato da Discovery Books e
un film, "I Made It: Goran Kropp's Incredible
Journey to the Top of the World", premiato
a Banff nel 1998) alle popolazioni bisognose incontrate
nei suoi viaggi: una scuola, un ospedale e una
piccola centrale elettrica sono stati costruiti
in Nepal, grazie anche alle raccolte di fondi
e beni fatte in Svezia, dove era considerato un
grande, nel rispetto e nella continuità
delle tradizione avventuriere di quel popolo.
Goran Kropp è morto il 30 settembre in
USA, a seguito di una caduta mentre stava arrampicando
nel Vantage (Washington) su una via popolare e
non estrema chiamata "Air Guitar", cadendo
da circa 25 metri a causa della fuoruscita di
una protezione alla fine della via.
Errore o fatalità, non è dato sapere.
Il curriculum di Goran comprende Pic Lenin (7134
m, 1988), Illimani e Cotopaxi (6300 m e 5897 m
rispettivamente, 1989), Muztagh Tower (7273 m,
1990), Pic Pobeda (7439 m, 1991), Cho Oyu (8201
m, 1992), K2 (8616 m, 1993, seconda ascensione
in solitaria e senza ossigeno), Broad Peak (8047
m, 1994), Everest (8850 m, raggiunto dalla Svezia
in bicicletta, salito in solitaria e senza ossigeno,
1996), Shishapangma (8006 m, 1997), Everest (8850
m, seconda volta, con la fidanzata Renata, prima
donna svedese in vetta, 1999)
Informazioni su di lui: http://www.kroppaventyr.se
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